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domenica 22 aprile 2012

Vi cykler til arbejde




Vi cycler til arbejde (www.vcta.dk) è una campagna annuale organizzata dal Cyklistforbundet (unione dei ciclisti) e il  Dansk Firmaidrætsforbun (federazione sportiva danese) allo scopo di incentivare l’utilizzo quotidiano della bici per raggiungere il luogo di lavoro. Nata nel 1997, è cresciuta da 30000 a 110000 partecipanti nei suoi quindici anni di vita.
Il meccanismo è alquanto semplice. La tua azienda decide di sostenere la campagna, forma una o più squadre da 16 partecipanti, e si iscrive online pagando 50 corone (circa 6.7 euro) a partecipante. In maniera opzionale, pagando qualcosa in più è possibile ottenere una t-shirt per ciascuno. Durante il mese di maggio, ogni partecipante registra quotidianamente online il numero di chilometri già percorsi e quelli da percorrere assumendo andata e ritorno da casa sua. Alternativamente, i dati possono essere riportati manualmente su una bacheca comune e poi registrati ufficialmente dal capitano della squadra. Alla fine del mese, viene segnalato al comitato direttivo di Copenhagen il numero totale di chilometri percorsi dalla propria squadra. 
C’è poi un’estrazione di premi alquanto consistenti offerti dagli sponsor della campagna. Biciclette Kildemoes o Velorbis di un valore fino a 9300 corone, vacanze nei 10000 resort estivi danesi, viaggi per il mondo, e una valanga di premi minori come tute, guanti, caschi e cappelli. Ogni premio è per ciascuno dei partecipanti in una squadra vincitrice. Naturalmente, la probabilità di vittoria è pesata con il numero di chilometri percorsi dalla squadra. Più pedali, più hai la possibilità di vincere.
E adesso la domanda che vi state ponendo già da un minuto: chi controlla che ogni partecipante effettivamente raggiunga il posto di lavoro pedalando o comunque riporti il numero esatto di chilometri percorsi? Risposta: nessuno. Il problema non si pone. Nessun danese mentirebbe mai in proposito. 
Ok, possiamo sghignazzare, scuotere cinicamente la testa e giudicare i danesi un popolo terribilmente naif. Ma se la Danimarca è un paese benestante ed economicamente solido mentre noi italiani ce la passiamo assai maluccio, ciò ha le sue radici nella fiducia tra cittadino e sistema che emerge da iniziative come queste e che da noi è totalmente assente. Noi furbi, loro onesti. Ma la furbizia è l’intelligenza degli idioti, diceva qualcuno.   



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