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venerdì 13 novembre 2015

Una riflessione su Star Wars

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Il fenomeno Star Wars è per me da sempre un enorme mistero.
Da bambino adoravo (e adoro tutt'ora) i classici coevi, la saga di Indiana Jones, Ritorno al futuro, o film come E.T. l'extraterrestre, I Goonies, Gremlins. Ma Star Wars (o Guerre Stellari, come si chiamava un tempo...) no, proprio no. In un passato più recente mi è capitato di rivedere i film della vecchia trilogia (quelli della nuova non li ho mai visti tutti, e per me sono anche peggio), e la mia opinione non è affatto cambiata. Anzi, almeno da bambino mi incuriosiva un po' il look di certi mostriciattoli, Jabba the Hutt in primis. Adesso non c'è proprio nulla che possa farmi evitare un sicuro sbadiglio.
La saga di Star Wars è piatta e banale.  Tutti i personaggi sono figurine bidimensionali tratteggiati senza la minima ironia, quell'ironia che invece è il punto di forza dei film sopra citati. Impossibile provare alcuna empatia per Luke Skywalker o la principessa Leia, e il cattivo Darth Vader non inquieta neanche un po'. Piuttosto, è involontariamente comico. Non c'è respiro nel racconto, e il pathos è assente. La regia di George Lucas (e degli "allievi" che hanno firmato la vecchia trilogia) è da telefilm ad alto costo, senza un'inquadratura seducente che sia una, e soprattutto con quelle orribili dissolvenze a tendina tra una location e l'altra. Il crescendo narrativo è farraginoso, pieno di dialoghi verbosi e inutili. Le disquisizioni junghiane sulla "forza" fanno pena. Le scene d'azione sono interminabili, strapiene di raggi laser, luci lucette ed esplosioni, puntano a stupire ma non hanno un briciolo di suspence. L'unica cosa che forse funziona in Star Wars, è l'alchimia tra l'azione nello spazio e la colonna sonora di John Williams.
Basta questo a giustificare il più grande culto cinematografico planetario della Storia? O forse ho visto una saga diversa da quella degli aficionados?
E' curioso il paragone con la pur diversissima saga di Indiana Jones, perchè anch'essa partorita dalla mente di George Lucas, che però - Deo gratias! - ne ha affidato la regia a Steven Spielberg. E perchè l'interprete Harrison Ford è anche un personaggio chiave di Star Wars, il mercenario Han Solo, anche lui ennesima figurina 2D di quello show raffazzonato e soporifero. Con Indiana Jones, Spielberg e Ford hanno invece creato un personaggio vero, affascinante, tratteggiato in maniera unica. Indiana Jones è allo stesso tempo un intellettuale e un uomo d'azione, uno sciupafemmine e un imbranato. Ha un intuito formidabile ma fa anche cazzate allucinanti, anche se poi riesce sempre a cavarsela. I film di Indiana Jones sono allo stesso tempo avventura, fantasy, azione e commedia con un equilibrio prodigioso. Ci si immedesima in lui, lo si invidia un po', si sognano le stesse avventure (e le stesse donne, alcune di loro almeno). Ogni sequenza d'azione nella saga di Indiana Jones è adrenalinica e al cardiopalma. E nulla è invecchiato dopo trent'anni.
Star Wars è nato vecchio, invece, perso nella sua galassia lontana lontana con la solita scontata lotta tra Bene e Male, i suoi inutili mostri, robottini e cavalieri jedi. Non capisco proprio come ci si faccia ad appassionare a queste fanfaronate spaziali, come si raggiunga un minimo di immedesimazione con le vicende.
E' da oltre un anno che la Disney (che ha acquisito la Lucas Film) centellina con sapienza informazioni e dettagli sul nuovo attesissimo episodio della saga, con aspettative d'incassi -quelle sì- davvero stellari. E a poco più di un mese dall'uscita siamo praticamente bombardati ogni giorno da nuovi trailer, spot e featurette varie.
Il 16 dicembre prossimo, i nerd di tutto il mondo avranno quindi il loro dirompente orgasmo prenatalizio. O forse sarà piuttosto un coito interrotto. Perchè quando le aspettative sono spasmodiche, il rischio delusione è altissimo. Per quanto mi riguarda, apprezzo J. J. Abrams, il regista che ha preso le redini di questo colossale progetto. E andrò anch'io a vedere Star Wars - The force awakens, ma con una prospettiva diametralmente opposta. Nessun mito di cui essere all'altezza. Piuttosto, la speranza di un buon film che faccia dimenticare le ciofeche del passato.

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